Il Servizio di Simonetta Rho per Buongiorno Regione, su rai 3, dedicato
al workshop How to pack your suitcase
Intervista in diretta televisiva nazionale ed in collegamento da Milano, durante la trasmissione "Nel cuore dei giorni", a parlare di affari al mercato
Gli appuntamenti periodici in tv.. Gente che Parla su Quarta Rete..
Outfit di Capodanno!!!
Rai 3 Piemonte, intervista rilasciata a Simonetta Rho.
STAMPA
Dal quotidiano La Stampa del 23 Marzo 2012, Wardrobe Consultant.
Dal quotidiano La Stampa del 16 Marzo 2012, intervista della giornalista Franca Cassine.
Citazione de La Stampa on line...anche se la Personal Shopper sono solo io...

MUNICIPIO - LE TESTIMONIANZE
10/02/2011 -
Per saldi con personal shopper e fashion blog
Hanno sempre più successo gli esperti che aiutano negli acquisti e i siti che danno consigli di moda: ecco cosa offre Torino in questo ambito
DA WWW.DIGI.TO.IT - GIULIA ONGARO
A poche settimane dalla conclusione dei ribassi molti avranno già terminato i loro acquisti, ma non è raro imbattersi in qualche ritardatario, o in qualcuno che fa shopping spesso e volentieri. Anche se pochi lo sanno, il web è ricco di consigli ed occasioni per spendere in questo periodo. Veri propri esperti si trovano infatti nei gruppi di personal shopper e nei fashion blog, numerosi anche per quanto riguarda la realta’ torinese
CHI SONO I PERSONAL SHOPPER?
Un personal shopper è una persona (generalmente una donna) esperta di shopping, che conosce le migliori boutique della città in cui vive (non disdegnando piccoli negozi nascosti o i veri affari nei mercati della città) e che ha fatto di questa passione un lavoro. Molti sono a Torino i gruppi che raccolgono questi esperti di stile, di moda ma anche di benessere.
Affidarsi a un personal shopper non vuol dire infatti solo avere un consulente per i propri acquisti.
Affidarsi a un personal shopper non vuol dire infatti solo avere un consulente per i propri acquisti.
.... Fashion and the City: questo il nome del blog legato a un gruppo di ragazze che fanno anche le personal shopper. Il sito è forse quello più adatto a tutti coloro che fanno i loro acquisti nei centri commerciali e non in quelle boutique in cui la dimensione del negozio e inversamente proporzionale al costo degli abiti offerti: vi troviamo infatti moltissimi consigli riferiti a negozi “cheap and chic” e soprattutto a saldi ed offerte.
BLOG E WEB MAGAZINE
Intervista in diretta dalla Grande Mela per il Web Magazine Nuok, firmata dalla frizzante Francesca Masoero.

Ci sono persone che dimostrano, con il loro lavoro, come le città in cui abitano possano ribaltare la loro immagine, e anzi aprirsi in modo del tutto in aspettato verso aree di creatività insospettabili.
Ci sono persone che dimostrano, con il loro lavoro, come le città in cui abitano possano ribaltare la loro immagine, e anzi aprirsi in modo del tutto in aspettato verso aree di creatività insospettabili.
Giuseppina Sansone ne è un esempio.Giuseppina è consulente d’immagine e personal shopper, ma vive e lavora a Torino (è nata in Lucania) e non, come ci si potrebbe aspettare, a Milano.Oggi, Pina ci racconterà di sè e della sua città, rivelandocene alcuni incredibili aspetti fashion-oriented. E dimostrando così, ancora una volta, l’ecletticità di Torino, e la sua predisposizione ad assorbire tutto ciò che c’è di nuovo e di bello.
:: Ciao Pina e benvenuta su Nuok Raccontaci un po’ di te: come, dove e perchè è nato il progetto “Fashionista”?
Vengo da una famiglia di sarte e da bambina indossavo solo abiti cuciti a mano. L’idea di creare qualcosa di speciale e di personale è una caratteristica che ricerco in ogni aspetto della mia vita. Adoro la moda, ne ho fatto il mio lavoro.
Ho costruito la mia professionalità in modo “canonico”, attraverso la formazione: Master in Marketing Comunicazione IED, specializzazione al Marangoni, e poi una bella esperienza professionale nel marketing e nella comunicazione.
Ho costruito la mia professionalità in modo “canonico”, attraverso la formazione: Master in Marketing Comunicazione IED, specializzazione al Marangoni, e poi una bella esperienza professionale nel marketing e nella comunicazione.

Fashion Party 2009 by Fashionista - foto: Robeto Del Mastro - @Atelier d'Arte e Design Abate by Cisd di Fabrizio Abate, situato in via Gaudenzio Ferrari 5 proprio sotto la Mole
Il Progetto Fashionista è nato qui nella mia Torino, quasi per caso, nel tentativo di da un lato assecondare le mie esigenze personali e le mie passioni legate alla moda e dall’altro soddisfare le richieste di tante amiche con poco tempo a disposizione, piccoli budget e tanta voglia di sentirsi sempre chic, fresche ed eleganti.
:: A chi si rivolge? Come funziona?
Si tratta di un progetto di consulenza d’immagine dedicato a donne moderne, autonome, intraprendenti. Donne che scelgono sempre più spesso di interpretare la moda in maniera personale, indirizzandola al proprio stile di vita ed alle proprie esigenze.

Fashion Pary Emmat Bday 2010 - foto: Zelda Pizzato - @Atelier Orfane 30 in via Gaudenzio Ferrari
Concretamente mi occupo di effettuare uno studio della figura della cliente (necessario per comprendere quali forme, linee e colori sono più adatti a camuffare i punti critici e ad esaltare i punti di forza) e intervengo poi subito dopo sul suo guardaroba, eliminando i capi sbagliati ed inserendo quelli più indicati, tenendo anche e soprattutto in considerazione il suo stile di vita.
:: Quanto ti influenza Torino, la città in cui lavori?
Devo ammettere che Torino non è una piazza facile, l’abitudine a figure professionali come la mia si sta costruendo poco a poco, ma è ancora relativamente nuova. Tuttavia questa prospettiva è ampia e lascia spazio allo sviluppo ed alla creazione di uno stile professionale unico, legato all’unicità ed alle caratteriste di una città che sta evolvendo lontano dal solito fashion system milanese.

Fashion Party 2008 by Fashionista - foto: Mattia Giardini - @Atelier d'Arte e Design Abate by Cisd di Fabrizio Abate, situato in via Gaudenzio Ferrari 5 proprio sotto la Mole
:: Qual è il rapporto tra Torino e la moda?
Come accennavo prima Torino è una città lontana dalla classica visione della moda. Proprio per questo è in grado di offrire piccoli luoghi di charme nascosti, atelier di giovani designer che sperimentano, botteghe e negozietti dove poter scovare accessori, oggetti ed abiti unici con i quali creare il proprio stile personale.

Allestimeto by Fashionista - foto: Mattia Giardini
:: Quali sono i tuoi luoghi segreti dello shopping in città?
Per chi cerca le grandi firme in super offerta, suggerisco Il Magazzino di via Nicola Fabrizi, 4, orario continuato, vale davvero un giretto anche se non è proprio in centro città; sempre da quelle parti, nell’arco di una passeggiata, fate un salto al meraviglioso mercato di Piazza Benefica, affari assicurati! In centro città, vicino alla movida torinese, non mancate di visitare l’Atelier Orfane 30, nell’omonima via nel cuore del Quadrilatero. Sicuramente il luogo perfetto per chi è in cerca del famoso “pezzo unico”!

Giuseppina Sansone alias Fashionista - foto: Zelda Pizzato
:: I tre angoli più “cool” di Torino sono…?
I miei tre angoli perfetti, che mi ispirano e mi regalano momenti felici sono: Via Barbaroux, in centro a pochi passi da Piazza Castello, sembra di fare un salto indietro nel tempo tra botteghe e localini; le sponde del Po, la domenica a pranzo al Fluido, dove si mangia bene e si spende poco; infine un classico assoluto, l’aperitivo al Pastis in Piazzetta Emanuele Filiberto.
Intervista per il Blog di Fulvio Deasmundis...


“L’immagine è il mio mestiere!” Intervista a Pina Sansone
Il suo lavoro è legato strettamente all’immagine ma…non fa la fotografa! E’ quello che mi dice Giuseppina Sansone che ho il piacere di incontrare in un simpatico locale del centro città.
“La fotografia è un’arte affascinante. Quando riesco frequento anche delle mostre e comunque le immagini sono di grande ausilio anche nel mio lavoro. E’ il linguaggio che mi permette di farmi capire con più efficacia dalle mie clienti.”
Sì, perché Pina non è in effetti una fotografa ma si occupa di consulenza d’immagine. Le chiedo allora se si presterebbe a fare due chiacchiere su questa professione che mi è abbastanza sconosciuta. E poi, anche se mi dice che la clientela che si rivolge a lei è quasi esclusivamente di sesso femminile, non è detto che anch’io non possa sentire il bisogno di andare in giro con una personal shopper!…
Pina, con molto garbo, mi corregge:
“Il termine personal-shopper è un po’ riduttivo; è un’attività che va inquadrata in quella di più ampio respiro della consulenza d’immagine. La fase dell’acquisto in cui si è coadiuvati dal personal shopper arriva al termine di un percorso che viene svolto col cliente.”
Ma come si è sviluppato in te questo interesse?
“La moda è una passione che ho coltivato sin da piccola. Mia madre confezionava abiti con i classici cartamodelli; io a volte mi divertivo a proporle di realizzare dei capi per me, alcuni anche impegnativi! Una volta si oppose fermamente alla mia richiesta di ricavare un completo da un pigiama nuovo degli anni 60 che aveva una stampa meravigliosa, davvero uno spreco per andarci solo a dormire! Un’altra le chiesi di farmi un abito, in stile Impero, come quello che indossava Rita Pavone in un vecchio film visto in televisione. Comunque mi è sempre piaciuta l’idea di poter indossare qualcosa di originale in cui potermi sentire a mio agio. “
E quindi, terminate le elementari, sei stata assunta direttamente nella redazione di Vogue?… le chiedo scherzosamente.
“Ma nooo!…” (sorride!). “Ho studiato all’Università di Torino, ho lavorato in una grande azienda di telecomunicazioni, ho preso un master in marketing e comunicazione allo IED di Torino e poi una specializzazione all’Istituto Marangoni di Milano. In realtà ho sempre dato consigli alle mie amiche per aiutarle a migliorare la propria immagine indicando loro quali capi d’abbigliamento le potevano valorizzare maggiormente o quali abbinamenti potevano risultare più appropriati… Ad un certo punto ho capito che per realizzarmi completamente dovevo provare a sviluppare questa indole a livello professionale. In questa scelta, oltre alle amiche che come sempre mi hanno supportato, mi è stato di aiuto il MIP (acronimo di Mettersi In Proprio) sportello della Provincia di Torino che fornisce supporto e consulenza per l’avvio di nuove imprese sul territorio.
Ascolta questa parola: …fashiooooonnn!!… Che suono particolare riveste per te?…
“Il mio modo di intendere il fashion è legato ad un’idea di stile molto personale. Penso che ogni donna debba provare a ricercare lo stile con cui riesce a sentirsi maggiormente in sintonia con se stessa. Il mio compito è di aiutare le altre donne in questa ricerca facendo in modo che la percezione interiore che hanno di sé collimi il più possibile con lo stile che manifestano all’esterno attraverso il loro abbigliamento od il loro portamento, senza forzature, nel modo più naturale possibile. Quindi fashion non significa per una donna “essere alla moda”…piuttosto significa indossare capi che valorizzino il proprio corpo ed il proprio modo di essere tenendo conto che ogni persona è diversa da un’altra. Vuol dire costruire il proprio stile anche attraverso l’individuazione di particolari che in qualche modo ci caratterizzino, che affermino la nostra unicità.
E’ difficile affermarsi per una consulente d’immagine?
Chiaramente, soprattutto all’inizio della carriera, è necessario farsi conoscere perché molti ignorano l’esistenza di questo tipo di professionalità. E’ anche una questione culturale. Negli States la consulenza d’immagine è molto più diffusa che da noi. Lì ad esempio è facile trovare diverse aziende che, volendo inserire al loro interno dei codici legati all’abbigliamento dei proprio dipendenti, si rivolgono a chi fornisce consulenza in questo settore. Occorre che in qualche modo l’abito sia adeguato al ruolo che viene svolto dall’individuo all’interno dell’azienda.
Per quanto mi riguarda ho il mio giro di conoscenze ed il passaparola come sempre aiuta. Poi organizzo eventi fashion, come i mieiFashion Party, l’ultimo dei quali organizzato all’ Atelier Orfane 30 che ha visto come ospite d’eccezione Emma Travet o i Tea Party che aiutano a farmi conoscere. E poi scrivo sul mio blog.
Che cosa porta una donna a decidere di rivolgersi ad una consulente d’immagine?
“Può essere un cambiamento…un evento importante per cui si è dovuta rimettere in discussione ed ora sente il bisogno di mostrarsi agli altri ed a se stessa in una veste nuova. Alcuni casi tipici sono legati ad esempio ad una separazione, ad un cambio di attività lavorativa, ad un ruolo diverso raggiunto in ambito aziendale… Altro caso è quello del colloquio di lavoro: una chance importante, un’occasione da cogliere in cui occorre sapersi presentare: la prima immagine è fondamentale. Io dico che l’abito fa il monaco… In un incontro la cura della propria immagine può fare la differenza. Del resto ritengo che non si debba mai trascurare il proprio aspetto: capelli, mani, piedi devono essere sempre perfettamente curati ed in ordine.”
“In ogni caso”, prosegue Pina, “alla base c’é l’acquisizione della consapevolezza che la propria immagine esteriore non corrisponde più alla percezione interiore di se stessi. Ci può essere il caso della signora che non si riconosce più in tutti quegli abiti scuri che le riempiono il guardaroba e sente il bisogno di iniziare ad indossare capi colorati…Io accompagno il mio cliente lungo un percorso…”.
Mi incuriosisci…E quali sono le tappe salienti di questo percorso?
Dapprima c’è il momento del contatto che precede la consulenza vera e propria. Cerco di ascoltare quello che la cliente mi racconta, di capire le sue esigenze, di entrare in sintonia con lei. Poi segue un momento di approfondimento che passa attraverso un’analisi della figura della cliente, della sua fisionomia, delle sue proporzioni. Questo serve a far sì che si possano effettuare delle scelte appropriate in relazione alla fisionomia della cliente.
A volte occorre saper valorizzare certi aspetti che invece vengono vissuti come dei difetti…ci sono donne che, ad esempio, considerano un difetto i capelli rossi e le lentiggini che io, invece, trovo molto piacevoli e caratterizzanti!” (ed io sono in totale accordo con Pina! Adoro le donne con i capelli rossi e le lentiggini!).
Ancora Pina: “Poi si passa alla fase propositiva: espongo alla mia cliente alcune soluzioni improntate a mettere in risalto certi aspetti della sua personalità…a volte ad esempio provo ad esaltare la sua femminilità, altre volte l’androginia a seconda dei casi.
Fondamentale è l’analisi del guardaroba: si provvede ad eliminare i capi logori, quelli fuori moda, le borse improponibili o tutte quelle paia di scarpe acquistate in un probabile… stato di shopping compulsivo! E poi i capi fuori taglia! Ovviamente tengo anche in considerazione quale attività svolge la cliente: se si tratta ad esempio di una professionista che passa otto ore in ufficio o anche di più è logico che il guardaroba sia rifornito con capi che indosserà durante il suo lavoro e quindi a che cosa le servono cinque tute da ginnastica?… Chiaramente non è che si butta via tutto, ci mancherebbe! Se ci sono dei capi validi che possono essere recuperati ben vengano! Si può provare a valorizzarli ulteriormente, ad esempio, tramite un corretto abbinamento con determinati accessori. Insomma, si prova a sfruttare le potenzialità del guardaroba eliminando ciò che è superfluo, realizzando nuovi abbinamenti ed individuando i capi e gli accessori mancanti.
Una volta analizzato il guardaroba, sulla base dello studio della cliente e considerando le sue esigenze predispongo una lista degli acquisti. Questo comporta una ricerca preliminare per individuare i negozi più giusti, per realizzare esattamente il risultato che ho in mente, in questo modo, quando si accompagna la cliente per l’acquisto, si riescono ad ottimizzare i tempi.”
Come funziona la scelta dei negozi? Ce ne sono alcuni con cui collabori di preferenza?
“Ci sono anche dei negozi con cui di solito collaboro ma preferisco sentirmi totalmente libera di individuare di volta in volta il negozio che mi pare più appropriato rispetto a quanto ho consigliato alla mia cliente. E’ per questo che non prendo percentuali dai negozi, vengo pagata solo dalle clienti che si avvalgono della mia consulenza. Non voglio sentirmi condizionata, rischierei professionalità ed obiettività. E’ una mia scelta professionale.”
Ma quella che si rivolge a te è solo una clientela che può disporre di ampia disponibilità economica?
Lo stile ovviamente non è direttamente correlato al budget. Anche se la cliente dispone di un budget limitato cerco di farle delle proposte che le permettano di ottenere dei risultati consoni alle sue aspettative. La classe non passa attraverso il denaro ma dalle scelte che ogni donna fa col suo gusto personale. In ogni caso occorre anche dire che non bisogna esagerare con le tendenze e la moda Fast Fashion perché altrimenti la donna rischia di perdere la propria personalità.
Qualche consiglio alle donne che ancora non hanno provveduto a rivolgersi ad una consulente d’immagine?
Far correre l’intuito…Lasciare spazio alle contaminazioni. Provare a reinterpretare gli stili. Saper mettere in discussione le regole dello stile usando il proprio buon gusto!
E poi considerare che nel guardaroba di una donna devono essere sempre presenti alcuni capi fondamentali: non so…una camicia bianca, un paio di jeans, un tubino nero, un tailleur che si possa utilizzare anche spezzato… Questo non significa indirizzarsi esclusivamente su questi capi: il budget va indirizzato con giudizio sui capibasic ma concedendosi anche qualche sfizio! E poi, è interessante aggiungere al proprio Look qualcosa di molto particolare, qualcosa di apparentemente “folle” che dia risalto alla personalità.
Ovviamente tra le caratteristiche che un buon consulente d’immagine deve possedere immagino ci sia anche una conoscenza approfondita della città in cui opera. Quali sono gli aspetti positivi di Torino che riesci a cogliere nella tua attività?
Secondo me a Torino c’è creatività, inventiva…ci sono botteghe artigiane dove la genialità è di casa! Piccoli e unici luoghi di charme in cui una donna può trovare abiti ed accessori che le possono essere utili per definire un proprio stile o per completarlo.
E in che cosa Torino potrebbe migliorare?
Io penso che a Torino si dovrebbe lavorare maggiormente sulla cura del cliente. Sul recupero di un rapporto umano che manca. Se entro in un locale, un negozio, mi piacerebbe essere accolta con un sorriso e con la dovuta attenzione.
Ci sono dei luoghi che ti ispirano particolarmente per i tuoi acquisti personali?
Adoro i mercatini rionali. Lo stesso mercato di Porta Palazzo, oggi sempre più cosmopolita, ha un suo fascino. In quella zona mi piace girare per certi negozietti dove acquisto alimenti asiatici, quella tal spezia o il sale aromatizzato, quella particolare grappa alla rosa…
Pina ed io ci salutiamo non senza prima averla ringraziata per la disponibilità e la cortesia con cui mi ha pazientemente risposto.
Tornando a casa apro il guardaroba: quanti pantaloni che non mi vanno più!…E quei maglioni che ho messo due-tre volte e poi sono rimasti a prender polvere?…E quante giacche che non indosso quasi mai!……Pinaaa!!…Aiutooooooo!!!



