Ci sono poesie che si rivelano dopo, perché ancora non avevano avuto il tempo di farsi vedere.
Poi a un certo punto è come se dicessero "eccomi qua, ora ci sono".
Magari non le avevi considerate, non ti piacevano.
E' come con i vestiti: li lasci lì, poi a un certo punto ti metti una camicia dimenticata da anni.
E' arrivato il suo momento: la guardi, la vedi, l'accogli, la prendi e la porti in giro.
La fai vivere.
A me piace questo rapporto, sia con gli oggetti, sia con le poesie, sia con i pensieri.
Tratto da un'intervista di Elle alla poetessa Patrizia Cavalli
Con una camicia è proprio come dice la poetessa Patrizia Cavalli: la tiri fuori dall'armadio, un giorno in cui ti senti ispirata, semplicemente la indossi e la fai vivere a modo tuo, nello stile che ti è più congeniale.
Non capirò mai quelle donne che si ostinano a non volerla indossare!
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Fashion Consultant & Personal Shopper
I'M NOT A FASHION BLOGGER, I'M A BLOGGER FASHION
lunedì 7 luglio 2014
venerdì 4 luglio 2014
LA PIGRIZIA TI FA BRUTTA. Il rammollimento dei costumi!
Una cosa deve essere assolutamente chiara quando ci vestiamo: quale messaggio desideriamo comunicare?
Vestirsi non equivale certo ad indossare un'accozzaglia di cose, messe insieme alla rinfusa: abiti, accessori, forme e colori.
C'è chi sostiene che la moda è una scienza soggetta a regole piuttosto ferree: un linguaggio preciso, non verbale ma con una sua forza comunicativa.
E' un sistema di segni inequivocabile!
Quando penso ad una donna che si veste per andare in ufficio, mi vengono subito in mente certe professioniste curate e raffinate, non necessariamente in tailleur, che in effetti potrebbe apparire un capo privo di originalità, lo ammetto.
Oggi originalità e visibilità equivalgono al sacrificio del buon gusto e l'eccesso regna incontrastato a tutti i livelli con esiti, spesso, tragicomici.
Anni fa, la moda era governata da una serie di regole precise, in grado di mettere tutti d'accordo, per così dire.
Ci si vestiva non solo tenendo conto dell'occasione, ma anche dell'ora del giorno e della posizione sociale occupata.
Tutto ciò serviva proprio per evitare di commettere passi falsi e comunicare, nel modo più appropriato, l'immagine giusta di se stessi legata al proprio status sociale o, come diremmo oggi, al proprio stile di vita.
Ad un certo punto però qualcosa è cambiato, come spesso accade, le regole di cui sopra sono crollate e la libertà dei costumi ha scatenato la fantasia sfrenata della moda, nel bene e nel male, certo.
Fino a giungere ai nostri giorni in cui il dress code quotidiano si è fatto sciatto, casuale, svogliato e spesso davvero brutto da vedere.
L'espressione di ciò che potrebbe apparire, solo in superficie, come una sorta di conquista sociale, ossia, la semplificazione dei costumi, degli atteggiamenti e del modo stesso di intendere la vita in generale.
Invece, a parer mio, non è altro che pigrizia, indolenza e mancanza di interesse che si riflette su molti altri aspetti della nostra vita.
Tornando ai nostri abiti, una donna che ad esempio si reca in ufficio indossando: canotta, sandali nude, shorts, minigonne, micro top con ombellico e ciccia a vista, leggings, stivali estivi, che tra l'altro non hanno alcuna ragione di esistere, e via discorrendo, sono l'espressione di ciò che considero, piuttosto, il rammollimento dei costumi.
Sia chiaro, non ho niente contro i capi d'abbigliamento sopra citati e solo che sono convinta che ancora oggi esista un momento, un luogo ed un'età giusta per ogni abito.
Scoprirsi troppo in ufficio è considerato indecoroso, potremmo benissimo farlo altrove, nel tempo libero.
Se ci pensate un attimo, a volte capita di incontrare delle donne che sembrano diverse dalle altre, che hanno qualcosa di speciale, tanto che vorremmo poter chiedere loro dove hanno comprato tutto ciò che indossano.
Vi è mai capitato?
A me si..
Credete che potreste essere voi una di quelle donne speciali?
Vestirsi non equivale certo ad indossare un'accozzaglia di cose, messe insieme alla rinfusa: abiti, accessori, forme e colori.
C'è chi sostiene che la moda è una scienza soggetta a regole piuttosto ferree: un linguaggio preciso, non verbale ma con una sua forza comunicativa.
E' un sistema di segni inequivocabile!
Quando penso ad una donna che si veste per andare in ufficio, mi vengono subito in mente certe professioniste curate e raffinate, non necessariamente in tailleur, che in effetti potrebbe apparire un capo privo di originalità, lo ammetto.
Oggi originalità e visibilità equivalgono al sacrificio del buon gusto e l'eccesso regna incontrastato a tutti i livelli con esiti, spesso, tragicomici.
Anni fa, la moda era governata da una serie di regole precise, in grado di mettere tutti d'accordo, per così dire.
Ci si vestiva non solo tenendo conto dell'occasione, ma anche dell'ora del giorno e della posizione sociale occupata.
Tutto ciò serviva proprio per evitare di commettere passi falsi e comunicare, nel modo più appropriato, l'immagine giusta di se stessi legata al proprio status sociale o, come diremmo oggi, al proprio stile di vita.
Ad un certo punto però qualcosa è cambiato, come spesso accade, le regole di cui sopra sono crollate e la libertà dei costumi ha scatenato la fantasia sfrenata della moda, nel bene e nel male, certo.
Fino a giungere ai nostri giorni in cui il dress code quotidiano si è fatto sciatto, casuale, svogliato e spesso davvero brutto da vedere.
L'espressione di ciò che potrebbe apparire, solo in superficie, come una sorta di conquista sociale, ossia, la semplificazione dei costumi, degli atteggiamenti e del modo stesso di intendere la vita in generale.
Invece, a parer mio, non è altro che pigrizia, indolenza e mancanza di interesse che si riflette su molti altri aspetti della nostra vita.
Tornando ai nostri abiti, una donna che ad esempio si reca in ufficio indossando: canotta, sandali nude, shorts, minigonne, micro top con ombellico e ciccia a vista, leggings, stivali estivi, che tra l'altro non hanno alcuna ragione di esistere, e via discorrendo, sono l'espressione di ciò che considero, piuttosto, il rammollimento dei costumi.
Sia chiaro, non ho niente contro i capi d'abbigliamento sopra citati e solo che sono convinta che ancora oggi esista un momento, un luogo ed un'età giusta per ogni abito.
Scoprirsi troppo in ufficio è considerato indecoroso, potremmo benissimo farlo altrove, nel tempo libero.
Se ci pensate un attimo, a volte capita di incontrare delle donne che sembrano diverse dalle altre, che hanno qualcosa di speciale, tanto che vorremmo poter chiedere loro dove hanno comprato tutto ciò che indossano.
Vi è mai capitato?
A me si..
Credete che potreste essere voi una di quelle donne speciali?
Provate un po' a chiederlo a lei!
(il diavolo detesta la pigrizia)
martedì 1 luglio 2014
#DICORSA Questione di felicità!
Riprendo a scrivere dopo un altro periodo di riflessione e di duro allenamento alla felicità.
Vi pare cosa da poco?
La felicità è il sale della vita, tutti la conosciamo e malgrando ciò ci sfugge.
Ha molti aspetti e spesso giunge attraverso vie imperscrutabili.
Non è affatto scontata, anzi è dura da conquistare, ci vuole impegno costante.
Io ultimamente la felicità me la sudo, letteralmente!
Infilo le mie affidabili sneaker e vado a correre..
Se cercate un nesso tra felicità e corsa, allora evidentemente non avete mai fatto una corsetta in vita vostra!
Io corro per sentirmi felice e quando inforco le stradine del parco, munita di ipod e comincio a correre sento che piano tutto defluisce.
Lascio andare via tristezza, rabbia, stanchezza, delusione, errori e sconfitte.
Tutte quelle sensazioni negative e inutili che non desidero che appartengano alla mia vita.
Desidero essere sincera fino in fondo con voi: è maledettamente faticoso sopratutto all'inizio, tuttavia il segreto è continuare a farlo, semplicemente correre.
Non c'è bisogno di dover dimostrare agli altri quanto siete brave, toste, resistenti.. ne quanti km fate... o cosa diavolo state indossando.
Francamente infischiatevene del giudizio altrui e anche di questa moda, senza senso, di dovervi mostrare belle anche sotto sforzo.
Io di solito al ritorno dalla mia corsetta, sopratutto se becco l'acqua, sembro una pazza furiosa, ma non ha importanza perché mi sento felice.
Inoltre correre mi consente di non fuggire e di trovare in me la forza emotiva per affrontare le sfide della vita.
Quest'anno ho tirato su l'asticella e mi sono data degli obiettivi piuttosto ambiziosi da raggiungere e per tenere fede a me stessa ho bisogno di essere forte.
Tutta la forza che posso succhiare via dalla fatica della corsa e dalla felicità del risultato finale.
Naturalmente non posso certo sottovalutare che la corsa mi fa bella e rassoda il lato B.
Vi pare una cosa da poco?
Nb: se andate a correre non dimenticate di postare le vostre immagini con l'hashtag #dicorsa
Vi pare cosa da poco?
La felicità è il sale della vita, tutti la conosciamo e malgrando ciò ci sfugge.
Ha molti aspetti e spesso giunge attraverso vie imperscrutabili.
Non è affatto scontata, anzi è dura da conquistare, ci vuole impegno costante.
Io ultimamente la felicità me la sudo, letteralmente!
Infilo le mie affidabili sneaker e vado a correre..
Se cercate un nesso tra felicità e corsa, allora evidentemente non avete mai fatto una corsetta in vita vostra!
Io corro per sentirmi felice e quando inforco le stradine del parco, munita di ipod e comincio a correre sento che piano tutto defluisce.
Lascio andare via tristezza, rabbia, stanchezza, delusione, errori e sconfitte.
Tutte quelle sensazioni negative e inutili che non desidero che appartengano alla mia vita.
Desidero essere sincera fino in fondo con voi: è maledettamente faticoso sopratutto all'inizio, tuttavia il segreto è continuare a farlo, semplicemente correre.
Non c'è bisogno di dover dimostrare agli altri quanto siete brave, toste, resistenti.. ne quanti km fate... o cosa diavolo state indossando.
Francamente infischiatevene del giudizio altrui e anche di questa moda, senza senso, di dovervi mostrare belle anche sotto sforzo.
Io di solito al ritorno dalla mia corsetta, sopratutto se becco l'acqua, sembro una pazza furiosa, ma non ha importanza perché mi sento felice.
Inoltre correre mi consente di non fuggire e di trovare in me la forza emotiva per affrontare le sfide della vita.
Quest'anno ho tirato su l'asticella e mi sono data degli obiettivi piuttosto ambiziosi da raggiungere e per tenere fede a me stessa ho bisogno di essere forte.
Tutta la forza che posso succhiare via dalla fatica della corsa e dalla felicità del risultato finale.
Naturalmente non posso certo sottovalutare che la corsa mi fa bella e rassoda il lato B.
Vi pare una cosa da poco?
Nb: se andate a correre non dimenticate di postare le vostre immagini con l'hashtag #dicorsa
Felicità è correre al mare #dicorsa
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lunedì 9 giugno 2014
LA STAGIONE DELL'ABITO VIENE E VA!!
Abito Pinko
Non saprei dire con esattezza quanti post ho già dedicato all'abito, la più classica divisa femminile di tutti i tempi.
Che vi piaccia o no, sta di fatto che l'abito rimane uno dei capi del guardaroba femminile, più evocativi di tutte quelle ricche e meravigliose sfumature di cui una donna è portatrice sana ed assoluta!
Ho anche già scritto che mi capita spesso di visitare, diciamo così, guardaroba femminili completamente sprovvisti di abiti oppure con gli abiti dimenticati in fondo all'armadio.
Poveri abiti, mi viene da dire!
Che avranno mai fatto di male per meritare, dopo tanta gloria, tutta questa contemporanea mancanza di considerazione?
Sono anche sicura di avervi già fatto tutto lo spiegone, riguardo all'emancipazione del ruolo femminile nell'era tecnologia, che ha trasformato le donne in professioniste del "tutto fare".
Quindi, in virtù di questo nuovo ruolo conquistato per le esigenze tipiche della sopravvivenza, tocca scapicollarsi da una parte all'altra della città.
E a scapicollarsi si sa, si sta meglio in pantaloni, vero?
Non sono qui per togliervi i pantaloni, sia chiaro.. sono stati una grande conquista per molte donne venute molto prima di noi.
Praticamente, noi siamo giunte a questo mondo con la strada lastricata di pantaloni pronti per essere indossati.
Tuttavia, non capita anche a voi, ogni tanto, di aver voglia di abbandonare un attimo il ruolo della tosta in pantaloni?
A me si.. sopratutto quest'anno, ma già l'anno scorso accusavo questo malessere..
Vedo abiti ovunque e non riesco a resistere, mi viene una gran voglia di possederli tutti!
Maxi, mini, a ruota, dritti, svolazzanti, colorati, a stampe, fluidi, a vita stretta.
Li vorrei tutti.
Ho riscoperto il semplice gesto di vestirmi in un colpo solo, puntando sugli accessori, volendo, e ritrovando la mia femminilità leggermente assopita, ultimamente.
Inoltre, confesso di gradire molto la tendenza di quest'anno che predilige la lunghezza che chiamano, spezza polpaccio, ardua certo, ma risolutiva sopratutto per chi ha ancora le gambe pallide.
In caso mi venisse voglia di scoprire le gambe, in fase di remise en forme, mi basta solo un velo di calza sprai e sono pronta!
Io quest'anno sto con l'abito ;)
Abito Max Mara
Abito Cos
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martedì 3 giugno 2014
COS APRE A TORINO. Fine dell'attesa!
Se siete passati da via Roma negli ultimi giorni, avrete certamente notato che ci sono nuovi super marchi in apertura, negozi pronti a cogliere l'ardua sfida di conquistare il cuore ed i guardaroba dei torinesi.
Uno dei più attesi, che ormai ha praticamente palesato la sua prossima apertura, è Cos, marchio imparentato con il ben più noto H&M.
Le sue collezioni sono caratterizzate da capi dalle linee pulite, dall'aria semplice ma sofisticata, volumi e fogge sapientemente bilanciate, un misto tra rigore ed avanguardia dai toni decisi.
Sopratutto, i capi delle collezioni Cos hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.
Attualmente Cos ha all'attivo qui in Italia 4 negozi, ai quali si aggiungerà, a partire da venerdì 6 giugno, giorno previsto per l'apertura ufficiale, anche quello torinese. Finalmente direi!
E si, perché io mi professo fan di Cos.
Posseggo vari capi: abiti e bluse che adoro indossare perché mi danno un'aria ricercata e aggiungono un tocco distintivo ed estremamente personale al look.
Sono curiosa di vedere che effetto farà Cos sullo stile delle torinesi..
Sappiate che si tratta di collezioni con una precisa identità, dedicate a clienti particolarmente esigenti e che non si accontentano delle solite noiose tendenze.
Se siete sperimentatrici e avete "Attitude", cioè quella cosa che ha a che fare con l'avere parecchia personalità, allora Cos è il negozio che fa per voi.
Vi permetterà di esprimere il nostro stile, non senza correre rischi, sappiatelo.
Tanto me ne accorgerò molto presto..
mercoledì 28 maggio 2014
GONE WITH THE BLOG!! Cambiamenti in corso..
Sto per farvi un annuncio..
Le cose non saranno più le stesse tra un po' di tempo.
Il Blog così come lo avete letto ed apprezzato fino ad ora, non avrà più seguito ma esisterà in una nuova veste grafica e di contenuti.
Al momento non posso fare troppe anticipazione, ci vorrà qualche tempo per mettere in atto il cambiamento.
Posso dire, però, di essere felice del cambiamento!
Sono sinceramente convinta che i cambiamenti nella vita bisogna assecondarli sempre, seguirli con il cuore perché ti fanno crescere.
Il difficile, in questo oceano di voci, è comprendere la direzione da seguire.
Per farlo è necessario prendersi del tempo per fare chiarezza e, non meno importante, tenersi vicine quelle persone speciali in grado di sostenerti e di comprendere tutto ciò che sei.
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno seguita fino ad oggi e spero continueranno a farlo anche in seguito, quando le cose saranno diverse, nuove!
Non siete un po' curiosi?
Io si.. tantissimo..
Come si dice in questo caso.. Stay tuned!
Immagini tratte dal backstage fotografico a cura di Videostile
mercoledì 21 maggio 2014
#GIOIADARTE. Invito alla gioia dell'arte!
Sabato mattina 17 maggio ore 11.00..
Faccio due passi sul tetto di Torino, sulla storica pista del Lingotto.
Anche quest'anno sono ospite della nuova edizione del Blogger Day, organizzato dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, un giorno dedicato all'arte ed alla convivialità.
L'anno scorso ho avuto il privilegio di essere ospitata in occasione della mostra dedicata all'architetto Jean Prouvé, leggete qui.
L'edizione di quest'anno realizzata in esclusiva per i Knitter e per i Fashion Blogger, è organizzata per conoscere la collezione d'arte permanente e la mostra "Somos Libres II Opere dalla collezione di Mario Testino".
Visitando la mostra e osservando le opere d'arte esposte, mi son detta che la vita dovrebbe essere alleggerita con l'arte, di tanto in tanto, anzi, meglio sarebbe se fosse più spesso!
L'arte ci avvicina alla bellezza e ci insegna la gioia per i piccoli piaceri, quelli intimi e solitari, come contemplare un'opera d'arte.
Un giorno dedicato all'arte è un giorno dedicato alla cura di se stessi.
Esattamente come accade per tanti altri aspetti della nostra vita, in quei momenti in cui si desidera fare qualcosa di bello per se stessi.
Ho adorato riscoprire, ancora una volta, la mostra permanente e sono stata felice di visitare le opere, scatti fotografici e quadri, provenienti dalla collezione privata di un grande fotografico come Mario Testino.
Tutti dovrebbero poter godere della bellezza dell'arte e per questo motivo credo sia appropriato ritenere che coloro che, invece, hanno la grande fortuna di possederla, dovrebbero condividerla.
Quindi direi che non è il caso di sprecare l'occasione di poter visitare, grazie alla Pinacoteca Agnelli, da adesso e fino al 14 settembre 2014, questa meravigliosa raccolta privata di opere d'arte.
Sarebbe davvero un peccato.
E si, perché anche in questo caso.. ogni lasciata è persa!
NB: anche quest'anno dedico un ringraziamento speciale al fantastico staff della Pinacoteca Agnelli ed uno, invece, specialissimo alla raffinatissima e simpatica Marcella Pralormo.
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