Fashion Consultant & Personal Shopper

I'M NOT A FASHION BLOGGER, I'M A BLOGGER FASHION

mercoledì 16 luglio 2014

LA FAVOLOSITA'. Il segreto delle donne!

nel senso che io valgo.. (esempio di esercizio della favolosità)


Che cos'è la favolosità?
Ho letto da qualche parte che si tratta di un concetto americano, una classica americanata per intenderci, la cui massima applicazione si è manifestata nell'ormai iconica serie tv, Sex and the City. 
Non saprei dire quante volte mi è già capitato in questo blog, di citare quella serie..
Il blog in se, in fondo, è una gigantesca citazione.
Ad ogni modo, in Sex and the City la dedizione alla favolosità femminile rappresenta la miglior cura possibile da adottare, ogni volta che una donna si sente uno straccio.
In poche parole si tratta di prendere tutte le cose superficiali che caratterizzano la nostra quotidianità ed impiegarle per ottenere un risultato che abbia una certa profondità! 
Mi spiego con un rapido esempio che mi riguarda...
Se un giorno mi sento uno straccio (tipo in questi giorni), utilizzo tutte le astuzie superficiali possibili: abiti, accessori, make up, ecc.. per controbilanciare il mio malessere e tentare di risollevarmi.
Esattamente come fanno le eroine di quella serie: ogni volta che una di loro per qualche motivo si sente uno straccio, si mette in tiro ed esce a farsi un comopolitan con le amiche, il corrispettivo del più nostrano apericena.  
Esattamente come fanno, serie televisiva a parte, tutte le donne di buon senso che non desiderano, in certi momenti, limitarsi a prendere il muro a capocciate.
Ora, è chiaro che l'esercizio della propria favolosità non risolverà il problema che ci affligge, tuttavia può illuminare una giornata buia e far risplendere il sole dentro di noi.  
Naturalmente, tutte quelle piccole cose che fanno parte del mondo esteriore di una donna, sono solo l'aspetto superficiale della favolosità, anche se in realtà io sono convinta che la superficie abbia il suo peso.
Ma la favolosità essenzialmente va più a fondo, è una condizione mentale, un'atteggiamento positivo e pratico nei confronti della vita.
Come dice Bauman, uno dei più influenti pensatori al mondo: il fato e le sue unità di guerriglia, gli incidenti, determinano il quadro delle scelte che si pongono agli artisti della vita. Ma è il carattere a decidere le scelte di questi ultimi.
        

Un giorno di ordinaria favolosità (quando ti senti uno straccio)  

          

  
      

   

      

mercoledì 9 luglio 2014

BOYISH LOOK! Io che mi vesto come lui

Io non dico mai: che cosa mi metto?
Ho sempre il look pronto per ogni evenienza e non mi faccio troppi problemi, mi viene naturale.
Tuttavia, ci sono certi giorni in cui manca proprio l'ispirazione, del resto non si puo' pensare di essere sempre efficienti.
Così, per far fronte al calo di creatività che saltuariamente mi affligge, ho pensato di adottare una strategia: mi vesto Boyish, come lui!
Nel senso che mi ispiro al look maschile..
Perché direte voi, qual'è la strategia?
Semplice, la mancanza d'ispirazione spesso si accompagna al non volerci pensare troppo, alla stanchezza del momento, capita a tutte e non è un problema, certo!
Sappiamo bene che, per quanto possiamo essere esperte di stile, comunque la costruzione di un look femminile è decisamente impegnativo.
E' fatto di molti elementi, dettagli, accessori, insomma bisogna avere il tempo di pensarci un po' di più.
Invece, il look maschile è decisamente più easy, semplice da realizzare perché può essere costruito con pochi pezzi chiave, sapientemente miscelati.
Inoltre, una donna vestita da uomo rompe gli schemi, è affascinate e appare coraggiosa.
Che cosa vi serve sapere per interpretare il look boyish?
Se c'è una regola, stabilisce che bisogna riuscire a creare un mix raffinato tra elementi maschili ed elementi femminili.
Io ho fatto così.. facile, facile!      



#selfie


  
         

lunedì 7 luglio 2014

ODE ALLA CAMICIA. La camicia come una poesia.

Ci sono poesie che si rivelano dopo, perché ancora non avevano avuto il tempo di farsi vedere.
Poi a un certo punto è come se dicessero "eccomi qua, ora ci sono".
Magari non le avevi considerate, non ti piacevano.
E' come con i vestiti: li lasci lì, poi a un certo punto ti metti una camicia dimenticata da anni.
E' arrivato il suo momento: la guardi, la vedi, l'accogli, la prendi e la porti in giro.
La fai vivere.
A me piace questo rapporto, sia con gli oggetti, sia con le poesie, sia con i pensieri.
Tratto da un'intervista di Elle alla poetessa Patrizia Cavalli 

Con una camicia è proprio come dice la poetessa Patrizia Cavalli: la tiri fuori dall'armadio, un giorno in cui ti senti ispirata, semplicemente la indossi e la fai vivere a modo tuo, nello stile che ti è più congeniale.
Non capirò mai quelle donne che si ostinano a non volerla indossare!






     

venerdì 4 luglio 2014

LA PIGRIZIA TI FA BRUTTA. Il rammollimento dei costumi!

Una cosa deve essere assolutamente chiara quando ci vestiamo: quale messaggio desideriamo comunicare?  
Vestirsi non equivale certo ad indossare un'accozzaglia di cose, messe insieme alla rinfusa: abiti, accessori, forme e colori.
C'è chi sostiene che la moda è una scienza soggetta a regole piuttosto ferree: un linguaggio preciso, non verbale ma con una sua forza comunicativa.
E' un sistema di segni inequivocabile! 
Quando penso ad una donna che si veste per andare in ufficio, mi vengono subito in mente certe professioniste curate e raffinate, non necessariamente in tailleur, che in effetti potrebbe apparire un capo privo di originalità, lo ammetto.
Oggi originalità e visibilità equivalgono al sacrificio del buon gusto e l'eccesso regna incontrastato a tutti i livelli con esiti, spesso, tragicomici.
Anni fa, la moda era governata da una serie di regole precise, in grado di mettere tutti d'accordo, per così dire.
Ci si vestiva non solo tenendo conto dell'occasione, ma anche dell'ora del giorno e della posizione sociale occupata.
Tutto ciò serviva proprio per evitare di commettere passi falsi e comunicare, nel modo più appropriato, l'immagine giusta di se stessi legata al proprio status sociale o, come diremmo oggi, al proprio stile di vita.
Ad un certo punto però qualcosa è cambiato, come spesso accade, le regole di cui sopra sono crollate e la libertà dei costumi ha scatenato la fantasia sfrenata della moda, nel bene e nel male, certo.
Fino a giungere ai nostri giorni in cui il dress code quotidiano si è fatto sciatto, casuale, svogliato e spesso davvero brutto da vedere.
L'espressione di ciò che potrebbe apparire, solo in superficie, come una sorta di conquista sociale, ossia, la semplificazione dei costumi, degli atteggiamenti e del modo stesso di intendere la vita in generale.
Invece, a parer mio, non è altro che pigrizia, indolenza e mancanza di interesse che si riflette su molti altri aspetti della nostra vita.
Tornando ai nostri abiti, una donna che ad esempio si reca in ufficio indossando: canotta, sandali nude, shorts, minigonne, micro top con ombellico e ciccia a vista, leggings, stivali estivi, che tra l'altro non hanno alcuna ragione di esistere, e via discorrendo, sono l'espressione di ciò che considero, piuttosto, il rammollimento dei costumi. 
Sia chiaro, non ho niente contro i capi d'abbigliamento sopra citati e solo che sono convinta che ancora oggi esista un momento, un luogo ed un'età giusta per ogni abito.
Scoprirsi troppo in ufficio è considerato indecoroso, potremmo benissimo farlo altrove, nel tempo libero.  
Se ci pensate un attimo, a volte capita di incontrare delle donne che sembrano diverse dalle altre, che hanno qualcosa di speciale, tanto che vorremmo poter chiedere loro dove hanno comprato tutto ciò che indossano.
Vi è mai capitato?
A me si..
Credete che potreste essere voi una di quelle donne speciali?





Provate un po' a chiederlo a lei!
(il diavolo detesta la pigrizia) 





 


martedì 1 luglio 2014

#DICORSA Questione di felicità!

Riprendo a scrivere dopo un altro periodo di riflessione e di duro allenamento alla felicità.
Vi pare cosa da poco?
La felicità è il sale della vita, tutti la conosciamo e malgrando ciò ci sfugge.
Ha molti aspetti e spesso giunge attraverso vie imperscrutabili. 
Non è affatto scontata, anzi è dura da conquistare, ci vuole impegno costante.
Io ultimamente la felicità me la sudo, letteralmente!
Infilo le mie affidabili sneaker e vado a correre..
Se cercate un nesso tra felicità e corsa, allora evidentemente non avete mai fatto una corsetta in vita vostra!
Io corro per sentirmi felice e quando inforco le stradine del parco, munita di ipod e comincio a correre sento che piano tutto defluisce.
Lascio andare via tristezza, rabbia, stanchezza, delusione, errori e sconfitte.
Tutte quelle sensazioni negative e inutili che non desidero che appartengano alla mia vita. 
Desidero essere sincera fino in fondo con voi: è maledettamente faticoso sopratutto all'inizio, tuttavia il segreto è continuare a farlo, semplicemente correre.
Non c'è bisogno di dover dimostrare agli altri quanto siete brave, toste, resistenti.. ne quanti km fate... o cosa diavolo state indossando. 
Francamente infischiatevene del giudizio altrui e anche di questa moda, senza senso, di dovervi mostrare belle anche sotto sforzo.
Io di solito al ritorno dalla mia corsetta, sopratutto se becco l'acqua, sembro una pazza furiosa, ma non ha importanza perché mi sento felice.
Inoltre correre mi consente di non fuggire e di trovare in me la forza emotiva per affrontare le sfide della vita.
Quest'anno ho tirato su l'asticella e mi sono data degli obiettivi piuttosto ambiziosi da raggiungere e per tenere fede a me stessa ho bisogno di essere forte.
Tutta la forza che posso succhiare via dalla fatica della corsa e dalla felicità del risultato finale.
Naturalmente non posso certo sottovalutare che la corsa mi fa bella e rassoda il lato B.
Vi pare una cosa da poco?

Nb: se andate a correre non dimenticate di postare le vostre immagini con l'hashtag #dicorsa  
   
    




  Felicità è correre al mare #dicorsa
     
   
      
   




   

 

lunedì 9 giugno 2014

LA STAGIONE DELL'ABITO VIENE E VA!!


Abito Pinko


Non saprei dire con esattezza quanti post ho già dedicato all'abito, la più classica divisa femminile di tutti i tempi.
Che vi piaccia o no, sta di fatto che l'abito rimane uno dei capi del guardaroba femminile, più evocativi di tutte quelle ricche e meravigliose sfumature di cui una donna è portatrice sana ed assoluta!
Ho anche già scritto che mi capita spesso di visitare, diciamo così, guardaroba femminili completamente sprovvisti di abiti oppure con gli abiti dimenticati in fondo all'armadio.
Poveri abiti, mi viene da dire!
Che avranno mai fatto di male per meritare, dopo tanta gloria, tutta questa contemporanea mancanza di considerazione?
Sono anche sicura di avervi già fatto tutto lo spiegone, riguardo all'emancipazione del ruolo femminile nell'era tecnologia, che ha trasformato le donne in professioniste del "tutto fare".
Quindi, in virtù di questo nuovo ruolo conquistato per le esigenze tipiche della sopravvivenza, tocca scapicollarsi da una parte all'altra della città.
E a scapicollarsi si sa, si sta meglio in pantaloni, vero?    
Non sono qui per togliervi i pantaloni, sia chiaro.. sono stati una grande conquista per molte donne venute molto prima di noi.
Praticamente, noi siamo giunte a questo mondo con la strada lastricata di pantaloni pronti per essere indossati.  
Tuttavia, non capita anche a voi, ogni tanto, di aver voglia di abbandonare un attimo il ruolo della tosta in pantaloni?
A me si.. sopratutto quest'anno, ma già l'anno scorso accusavo questo malessere..
Vedo abiti ovunque e non riesco a resistere, mi viene una gran voglia di possederli tutti!    
Maxi, mini, a ruota, dritti, svolazzanti, colorati, a stampe, fluidi, a vita stretta.
Li vorrei tutti.
Ho riscoperto il semplice gesto di vestirmi in un colpo solo, puntando sugli accessori, volendo, e ritrovando la mia femminilità leggermente assopita, ultimamente.
Inoltre, confesso di gradire molto la tendenza di quest'anno che predilige la lunghezza che chiamano, spezza polpaccio, ardua certo, ma risolutiva sopratutto per chi ha ancora le gambe pallide.
In caso mi venisse voglia di scoprire le gambe, in fase di remise en forme, mi basta solo un velo di calza sprai e sono pronta!    
Io quest'anno sto con l'abito ;)  


Abito Max Mara
    



Abito Cos





  

martedì 3 giugno 2014

COS APRE A TORINO. Fine dell'attesa!





Se siete passati da via Roma negli ultimi giorni, avrete certamente notato che ci sono nuovi super marchi in apertura, negozi pronti a cogliere l'ardua sfida di conquistare il cuore ed i guardaroba dei torinesi.
Uno dei più attesi, che ormai ha praticamente palesato la sua prossima apertura, è Cos, marchio imparentato con il ben più noto H&M.
Le sue collezioni sono caratterizzate da capi dalle linee pulite, dall'aria semplice ma sofisticata, volumi e fogge sapientemente bilanciate, un misto tra rigore ed avanguardia dai toni decisi. 
Sopratutto, i capi delle collezioni Cos hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.
Attualmente Cos ha all'attivo qui in Italia 4 negozi, ai quali si aggiungerà, a partire da venerdì 6 giugno, giorno previsto per l'apertura ufficiale, anche quello torinese. Finalmente direi! 
E si, perché io mi professo fan di Cos.
Posseggo vari capi: abiti e bluse che adoro indossare perché mi danno un'aria ricercata e aggiungono un tocco distintivo ed estremamente personale al look.
Sono curiosa di vedere che effetto farà Cos sullo stile delle torinesi.. 
Sappiate che si tratta di collezioni con una precisa identità, dedicate a clienti particolarmente esigenti e che non si accontentano delle solite noiose tendenze.
Se siete sperimentatrici e avete "Attitude", cioè quella cosa che ha a che fare con l'avere parecchia personalità, allora Cos è il negozio che fa per voi.
Vi permetterà di esprimere il nostro stile, non senza correre rischi, sappiatelo. 
Tanto me ne accorgerò molto presto..





      
           
       
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